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 Home - Rubriche - Archivio - LO PSICOLOGO RISPONDE
Lo Psicologo risponde  
Ogni settimana il nostro psicologo risponderà alle Tue domande...

Un presunto disturbo psicotico

Gentile dottore, sono Grazia mamma di Federica una ragazza di 19 anni e mezzo che circa 3 anni fa ha iniziato ad avere disturbi psichici. Inizialmente ha avuto forti mal di testa, girava attorno al tavolo senza meta, vedeva per strada animali morti e poi ci costringeva a tornare in quei luoghi per farceli vedere ma poi non c'erano mai, si sentiva in colpa per aver causato la morte di una vecchina che pensava si trovasse in un carro funebre, si sentiva minacciata da alcuni coetanei, ci voleva costringere a separarci, diceva di aver visto un omicidio dalla finestra di casa e poi il giorno dopo cercava la notizia sul giornale, diceva che io non l'avevo desiderata ma l'avevo concepita per accontentare mio marito ecc. Dopo quel periodo ha iniziato ad allontanare gli amici, lo sport, e voleva lasciare la scuola. Da li è iniziato un periodo di isolamento e di chiusura.
All'inizio è stata seguita farmacologicamente da  uno psichiatra  e poi ad un altro del SSN. Entrambi non hanno ancora fatto una diagnosi certa. Fino adesso si parla di una depressione. I farmaci che prende sono Tofranil 25 mg 2 volte al dì e Lyrica da 25 mg 2 volte al dì. Adesso siamo ad un bivio in quanto un prof. Di Pisa vorrebbe ricoverarla per iniziare una cura a base di neurolettici di vecchia generazione e per formulare una diagnosi certa mentre un'altra dott.ssa è del parere che non occorre il ricovero a Pisa e che lei invece affiancherebbe agli antidepressivi un neurolettico di nuova generazione.
Noi genitori pensiamo che sia più giusto affidarci alla dott.ssa della ns. zona affinchè ns. figlia venga seguita con più assiduità e con farmaci nuovi. Lei dottore che consiglio ci dà, e poi è normale che una persona depressa venga curata con farmaci neurolettici?
E' possibile che la diagnosi sia più severa e ce lo vogliono nascondere. Veda per me è più doloroso non conoscere la vera diagnosi della malattia di mia figlia che conoscerla e quindi  combatterla.
Attualmente mia figlia è completamente spenta, non è interessata alla sua malattia anzi non ha nessuna consapevolezza. Non esce mai di sua iniziativa, non ha progetti futuri, non guarda mai la Tv tranne un cartone animato, le uniche cose che fa durante il giorno sono leggere e stare al computer per giocare, non riesce a comunicare con i suoi coetanei, non inizia un discorso, risponde alle domande sinteticamente, ha uno scarso contatto visivo, non ha cura della sua persona, in famiglia sta bene.
La ringrazio anticipatamente per la risposta.
Saluti. Grazia

Cara Sig.ra Grazia,
intanto non si preoccupi assolutamente per un eventuale diagnosi tenuta nascosta; infatti il motivo di non averla ancora ottenuta deriva dal fatto che spesso essa è di difficile e lunga formulazione.
Per stabilire uno o più disturbi occorre molta attenzione al quadro sintomatologico durante un certo periodo di tempo.
Dai sintomi che lei descrive e dal fatto che le sono stati prospettati farmaci comunque neurolettici potrebbe essere ipotizzabile un disturbo psicotico.
In effetti, seppur in modo modesto, sono presenti in Federica deliri e/o allucinazioni, comportamento bizzarro e un allontanamento psicopatologico dall’ambiente che la circonda, e una sua difficoltà a progettare e ad iniziare delle attività, e a provare sentimenti ed emozioni nei confronti degli altri individui. Una sorta di lontananza dalla realtà esterna.
Comunque, come le ho già detto, da quello che mi descrive, sembra che i sintomi psicotici di sua figlia siano di bassa frequenza ed entità, ma per stabilire ciò, e per altre conferme o ulteriori risposte diagnostiche, occorre un rapporto diretto con la persona.
Per questo una vera diagnosi può essere eseguita solo e soltanto da uno specialista che sta prendendo in esame e in cura Federica.
La necessità o meno di ricoverare la persona è molte volte legata all’entità del disturbo stesso; nel caso di Federica penso che possa essere aiutata da psicologi e psichiatri anche stando tra di voi in famiglia. Tra l’altro l’assistenza e la presenza dei familiari è fondamentale lungo un percorso di supporto psicologico.
La scelta finale comunque, al di là dei consigli e delle indicazioni dei professionisti della salute mentale, rimane, dopo che li avete sentiti e valutati, esclusivamente a voi.

 
Dott. Fabio Guida
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