Vita
difficile
Sono sabrina ho 22 anni, è da tanto
ke penso di dover parlare con qualcuno ke possa
capirmi e possa consigliarmi ma non ho il
coraggio di farlo. Qualke volta mi è capitato
di confidarmi con delle amiche ma nessuno mi può capire.
Non so neanke da dove partire per spiegare quale
il
mio problema. Faccio cosi partiamo da qui: 1987
avevo 2 anni e il mio papà muore in un incidente.
Mia mamma è di Napoli, il mio papa di Pesaro
e vivevamo a Pesaro ma dopo la morte
del mio papa cominciano tutta una seria di problemi
cn la sua famiglia e mia mamma decide di tornare
a Napoli e cosi veniamo a vivere qui con mia nonna.
In realtà li avei anke un fratello, siamo
figli dello stasso padre ma di madri diverse ma
dopo
la morte di mio padre lui se ne andato cn i nonni
perke litigava sempre con mia mamma. Molte volte
avrei voluto unrapporto con lui diverso,ci vediamo
solo d'estate quando io e mamma andiamo a Pesaro
visto ke abbiamo ancora la casa li
ma durante l'anno non ci sentiamo mai,è proprio
raro!Fino a 14 15 anni sentivo la mancanza di mio
padre perke vedevo tutte le mie amiche ke abbracciavano
i loro papa quando venivano a prenderle a scuola,quando
tornavano da lavoro ma il vuoto forte l'ho sentito
verso i 16 anni quando sono cominciate a pesare
su di me tutta una serie di responsabilità.
Non so nenake come spiegarlo, l'unica cosa ke riesco
a dire è ke volevo fare la bambina ma non
potevo!Ecco ke forse siamo arrivati al problema...
non riesco proprio ad andare d'accordo con mia
madre,litighiamo
sempre per vari motivi alcuni seri altri devvero
futili a mio avviso.
Delle volte penso di odiarla, di non volerle bene
perke sono molto dura con lei ma anke lei lo è con
me è lo è sempre stata da quando
ero più piccola, non si è mai posta
il problema ke forse dirmi certe cose era un po
cattivo.Io penso ke lei non abbia mai capito ke
come a lei manca un marito a me manca un papà!
Una sera pero sono tornata a casa e lei era sul
letto
immobile io la kiamavo, urlavo e lei non mi sentiva...
ho avuto paura ke fosse...invece aveva preso sonno,un
sonno pesante. Mi sono spaventata perke mia mamma
non dorme mai.. soffre di insonnia ed ha un sonno
leggerissimo infatti a qualsiasi ora della notte
la kiamo lei mi risp sempre, allora ho capito ke
se dovessi perderla per me sarebbe impossibile
andare avanti. Ma allora come posso fare a farle
capire ke io ho 22 anni e vorrei vivere come una
ventiduenne senza sentirmi in colpa,
perke il problema è anke questo. Quando
sfuggo a delle resposnabilità ke non ce
la faccio ad accollarmi mi sento pure in colpa,
lei certe
volte è così cattiva con me, mi dice
delle frasi molto crudeli magari perke non sono
voluta scendere con lei o perke nn ho assaggiato
la pasta se è cotta. Io capisco ke lei a
sofferto tanto è ke quando purtroppo è morta
anke mia nonna è stato ancora peggio ma
ke io ho sofferto e continuo a soffrire non se
ne frega nessuno?A volte ho pensato di voler morire
perke se è vero ke c'è un mondo piu
bello do questo io vorrei essere li ma poi ho paura
perke un errore del genere non puo essere commesso
e poi penso ke lei senza di me è persa!
aiutatemi a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato,
ditemi come devo comportarmi? cosa sbaglio? vi
prego fate
qualcosa
Cara Sabrina,
la tua infanzia e la tua adolescenza sono state sicuramente
difficili e non completamente vissute; lo sottolineano
le tue parole… “volevo fare la bambina,
ma non potevo”.
Hai cercato un referente maschile in tuo fratello,
ma non lo hai purtroppo trovato; questo probabilmente
non perché lui non lo volesse (anche se non
mi parli della sua età), ma perché gli
adulti non hanno fatto da ponte psico-emotivo tra te
e lui.
Hai inoltre idealizzato la figura paterna che non hai
mai conosciuto, prendendo a modello il padre di altri.
In realtà però non puoi sapere le loro
vere storie, qualche volta mascherate da buoni atteggiamenti
familiari.
Sai quanti ragazzi pur non avendo perso il padre come
te, in realtà vivono situazioni di presenza-assenza
(e questo non vale solo per i figli di genitori separati).
La cosa importante è che tu cerchi di recuperare
il rapporto con tua madre. Entrambe dovete togliervi
di dosso il ruolo così pesante e doloroso di “vedova” e
di “orfana”, che non vi aiuta certo a crescere,
a rinforzarvi e a continuare ad affrontare serenamente
al vita.
Non si costruisce un futuro psichicamente tranquillo
e felice se mascheriamo le nostre insicurezze e le
nostre paure quali conseguenze di un “destino
infame”, e senza dunque affrontarle a viso aperto.
Cerca allora piano piano e con estrema pazienza di
avvicinarti a tua madre e vedrai che, con il tempo,
saranno di più gli “incontri” che
gli “scontri”.
Infine i pensieri di morte sfiorano tutti noi, il tuo è dettato
con molta probabilità dal bisogno di considerazione
e di amore; in tal modo vorresti colpire colei a cui
tieni tanto e che, sicuramente, ti vuole molto bene
anche se non te lo sa dimostrare. |
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