Timidi, paurosi
e.. "bamboccioni"
Buona sera e grazie innanzitutto per l'attenzione che vorrà pormi.
Sono un ragazzo di 32 anni che vive ancora con i suoi genitori nonostante abbia
da tre anni un lavoro diventato da un anno a tempo indeterminato: il classico
posto in Banca.
Ciò che però mi limita è la difficoltà a crearmi
degli amici e una salubre vita di relazione, che faciliterebbe anche la ricerca
della tanto agognata anima gemella.
In casa questa problematica si è tradotta ultimamente in alcuni litigi
con mio padre per futili motivi che sottendono un mio nervosismo sicuramente
accresciuto dalla situazione personale appena descritta.
Mio fratello maggiore felicemente sposato è stato sul punto categorico:
se non lasci subito il nido rischi di finire in un tunnel senza uscita.
Ora perciò mi trovo nella difficile situazione di dover compiere una scelta
di vita, secondo lei il rischio che corro è reale?
Ciao gentile lettore.
A parer mio in effetti se continui a rimanere in
casa con i tuoi genitori e a mantenere le tue difficoltà sociali e relazionali, potresti correre il
rischio di rendere il tutto sempre più problematico e cronico.
In tal modo sarebbe sempre più difficile supportare e migliorare le
proprie propensioni, strategie e dinamiche di relazione, rischiando di incappare
in un
vero e proprio disturbo di tipo psicologico come intensa e diffusa ansia e/o
fobia socio-relazionale.
Dunque se non fai qualcosa si potrebbe aprire, come dice tuo fratello, una
sorta di tunnel, sempre più stretto, lungo e di difficile uscita.
Secondo me, comunque, per evitare tale cosa, puoi anche non dover da subito
lasciare la tua famiglia; inoltre tale cosa permetterebbe di non sovraccaricarti
eccessivamente
su più fronti psico-emotivi.
In altre parole sarebbe propositivo alla tua situazione anche ed in particolare
un qualcosa di graduale; potresti allora rimanere ancora un po’ di tempo
con i tuoi cari e progressivamente cercare di ricercare ed affrontare nuove
amicizie ed affetti.
Solo così, con un lento, ma deciso cammino, puoi riaffacciarti alla sfera
sociale ed amorosa, superando ansie e paure; prendendo dunque la situazione sia
piano che, come si è soliti dire, “di petto” e “a viso
aperto”.
Oggigiorno poi tali strategie sono anche facilitate dai tanti mezzi di comunicazione,
come ad esempio internet. Infatti se usato qualitativamente e quantitativamente
bene il web, può davvero risultare un valido aiuto nella ricerca di
vecchi e nuovi amici e/o di nuove relazioni affettive.
Certo è che, poi, tutto questo deve essere necessariamente seguito, ed
in generale contornato, dalla realtà e dunque da una sorta di “pratica
comportamentale”, di fondamentale supporto per la parte psicologica di
ogni persona (in parole molto povere, più cercherai e starai con amici,
e sempre più sarai tranquillo e felice).
Successivamente, in seconda battuta ma non troppo, potresti e dovresti costruirti
gradualmente l’idea di trovare un’altra sistemazione per poi attuare
tale cosa.
Oggi come oggi non è certo facile viste le difficoltà economiche,
inoltre tanti giovani soffrono di pigrizia mentale e fisica e cercano di mantenere
la sicurezza della propria casa d’origine, piuttosto che esporsi all’ignota
novità (tempo fa tali dinamiche presero forma in un nomignolo non proprio
simpatico, ovvero “bamboccione”, ad indicare l’eccessiva
permanenza dei giovani di oggi nelle rispettive famiglie di origine).
Tornando al tuo caso direi intanto che, per l’emancipazione dai genitori,
non ci sono grossi problemi finanziari, visto il buon lavoro, e, psicologicamente
parlando, vale assolutamente lo stesso discorso che ti ho accennato sopra per
la sfera sociale e relazionale.
Quindi sarebbe ulteriormente positivo per te cercare di sforzarti ed abituarti
nel tempo anche allo stabilirsi e al vivere in una nuova abitazione, laddove,
tra l’altro, senza lo stress derivante dai tuoi genitori, e con maggiore
indipendenza spazio-temporale, saresti ancor più agevolato nel ricercare
e nell’ampliare amicizie ed affetti.
Non ultimo e bene ricordare che se le difficoltà sopra descritte permangono
e si espandono problematicamente anche ad altre sfere vitali, creando sintomi
psicologici come forte ansia, flessione dell’umore e/o vere e proprie fobie,
non è un male, ma anzi una buona ancora, l’aiuto di uno specialista
come lo psicologo; senza vergognarsi o impaurirsi di fare con lui un certo percorso,
che magari risulterà poi breve e risolutivo.
Un saluto con l’augurio di tante nuove amicizie. |
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