Relazioni timorose
Buongiorno,
mi sono imbattuta quasi per caso nel sito di "curiosando" e ho molto
apprezzato la rubrica dello psicologo che risponde.
Avrei bisogno solo di qualche consiglio, di qualche "trucchetto" che
mi aiuti nella mia vita di relazione.
Sono infatti una ragazza di 24 anni, non mi definirei proprio timida, è solo
che per entrare veramente in sintonia con una persona e per poter esprimere tutta
la mia solarità e la simpatia che dimostro con i miei amici ho bisogno
di molto, molto tempo!
Quando sono di fronte ad uno sconosciuto la mia mente si fa vuota e non ho mai
un utile argomento di conversazione che in certi casi sarebbe molto utile, mi
manca l'arte del saper "approcciare" insomma!
Se ci fosse un libro che spiegasse i segreti di come comportarsi in alcune situazioni
lo comprerei subito! Tutti i giorni, nei corridoi dell'università, in
biblioteca, alla fermata del pullman incontro tanti di quei ragazzi che trovo
così carini, ma non so mai da che parte iniziare per riuscire ad ottenere
un amicizia o qualcosa in più.
Forse è solo questione di insicurezza, di paura a lasciarsi andare. Non
so.
Grazie per l'attenzione
Maria
Ciao cara Maria,
l’arte del “saper approcciare” proprio non esiste, ne tantomeno
infallibili manuali sul come comportarsi per conquistare una persona.
Per rigor di precisione vi sono tanti libri su come fare conquiste e sedurre
chi si ha difronte, ma essi suggeriscono comportamenti non proprio funzionali
e poco o nulla sul cercare di analizzare e rimodulare i propri stati interiori,
così come di provare a smussare e render migliore il prorpio carattere
e/o la propria personalità.
In tal senso è giusto invece ciò che sostieni nelle tue ultime
righe, ovvero il fatto che una personale difficoltà (o problema maggiormente
serio), nell’approccio, nell’interscambio e nel mantenimento dei
rapporti sociali ed affettivi, possono essere sorretti e mantenuti da insicurezza,
scarsa stima, timore di lasciarsi andare, paura specifica (fobia sociale), etc.
Nel tuo caso probabilmente è proprio così, laddove la paura di
sbagliare, di dire cose non giuste o inutili, di avere comportamenti strani,
di non piacere (magari supportata anche da bassa autostima e credenze non realistiche),
etc., ti blocca o comunque spesso ti impedisce di essere veramente te stessa.
Detto questo, una delle cose più propositive, quando vi sono situazioni
di lieve disagio, sarebbe quella di cercare di non seguire con pensieri ed atteggiamenti
la suddetta dinamica “timore eccessivo e convinzioni errate -> difficoltà relazionale”,
ma bensì andare oltre le preoccupazioni ed i timori infondati, sforzandosi
di esser se stessi il più possibile naturalmente e tranquillamente.
Così facendo potrai apprezzare gradualmente le volte in cui stai sempre
più a tuo agio e riesci a dialogare con un altra persona conosciuta da
poco, rinforzando in questo modo la tua stima ed allontanando sempre più nel
tempo ansia e paura di natura sociale.
Nei casi più gravi, invece, è raccomandabile impostare e seguire
tale percorso (più difficile ed articolato), con il supporto di un professionista
della salute mentale; in tal modo anche la situazione che nel tempo si è trasformata
in vera e propria psicopatologia, cioè disturbo psicologico con menomazione
nelle varie sfere vitali (a partire da quelle sociale ed affettiva), avrà modo
e possibilità di risolversi definitivamente.
Un saluto e buone nuove relazioni! |
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