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è meglio
Salve mi chiamo M. e ho 29 anni.
Da circa 10 mesi, ad una palestra che frequento hanno assunto una nuova receptionist.
E’ passato del tempo, poi mi sono deciso a rompere il ghiaccio e a provare
a conoscerla.
L’ho conosciuta ed è una ragazza carina e gentile, ma non ha mai
risposto ne' a chiamate ne' ai messaggi dicendomi, quando ci rivedevamo, che
era un po' parte dei suoi modi quella di escludere il cellulare e che stava attraversando
una fase un po' particolare.
Io ho continuato, con calma e senza oppressioni, a chiederle di tanto in tanto
la possibilità di conoscerla e di farmi conoscere.
La cosa è continuata senza progressi per del tempo.
Alla fine le ho chiesto di essere chiara con me e che se non nutriva nessun interesse
di dirmelo serenamente e liberamente; lei ha risposto che io le interessavo veramente,
ma che doveva liberare i pensieri prima di buttarsi in una qualsiasi frequentazione.
Continuando a parlarci ho scoperto che quando era piccola ha subito una violenza
e i suoi cari lo hanno saputo solo qualche tempo fa; poi mi ha confessato che
vorrebbe tra qualche mese andare per un po’ di tempo in un posto lontano
da sola.
Negli ultimi giorni è calato nuovamente una sorta di blocco nelle comunicazioni
e mi ha detto che voleva stare per conto suo.
A questo punto non so più cosa fare, come aiutarla, come migliorarla,
come conquistare la sua fiducia.
Spero che, tra le tante lettere che riceve, potrà darmi qualche consiglio
su cosa fare ed una qualche interpretazione, perché sto davvero iniziando
a non capirci più niente.
La ringrazio veramente, M.
Ciao caro M,
grazie per l’email.
Hai ragione ricevo davvero tante lettere, telefonate
e richieste, ma rispondo e mi rendo disponibile il
più possibile, visto che credo nel lavoro di
aiuto che svolgo e vedo in prima persona che un supporto psico-emotivo è spesso
fondamentale per molti.
La ragazza di cui mi parli ha probabilmente subito un qualche trauma dalla
violenza patita anni fa, e forse ad oggi non ha ancora ritirato fuori, dispiegato
e capito
veramente ed in modo “terapeutico” ciò che ha dentro.
Questo potrebbe essere una delle spiegazioni ai suoi comportamenti altalenanti
e tendenti allo sfuggire dalle persone, dalle emozioni, dalla propria vita,
dalle certezze, etc.
Altre motivazioni ancora, rispetto al suo atteggiamento e alle sue emozioni,
potrebbero risiedere in storie precedenti andate e/o finite male (magari forse
sempre per sue personali dinamiche psichiche irrisolte) o ancora nel suo peculiare
carattere, unico in ogni persona.
E’ difficile darti un consiglio, anche perché so davvero poco di
entrambi.
Posso dirti che, in linea generale, il benessere psico-fisico personale ed
interpersonale passano molto spesso attraverso il vivere ed il portare avanti
le emozioni e
le tensioni positive interne, come appunto ad esempio il bene, l’amore,
etc.
In tal modo lo star bene con se stessi e con le persone care e/o amate, transita
anche dall’esternazione e dalla condivisione del proprio mondo interno.
Vero è che se tali emozioni poi non sono pienamente esprimibili, come
nel tuo caso, occorre con pazienza e tempo ridirigerle magari su altre persone,
contando su una maggiore fortuna e adottando
piccole strategie, prima fra tutte quella di tener presente (prima di imbarcarsi
pienamente anima e corpo in un rapporto) che in realtà non sono i poli
opposti che si attraggono, ma le persone simili quelle che vanno maggiormente,
come si è soliti dire, d’amore e d’accordo.
Certo non si può fare generalizzazioni o regole, a maggior ragione nei
sentimenti, ma tante volte manca una migliore attenzione iniziale alle diverse
caratteristiche della persona, che poi solo dopo si rivelano come insormontabili
differenze.
Dunque per quanto detto forse si può azzardare l’ipotesi che questa
ragazza non sia adatta ad avere una storia con te (ed anche il contrario, ovvero
che per lei vada più a genio un altro “tipo” di ragazzo, più somigliante
al suo temperamento).
Ricorda inoltre che i rapporti affettivi non sono una sorta di missioni, sfide,
tentativi di cambiamento o miglioramento, etc., ma qualcosa di paritario e
bidirezionale, nella “metafisica” della nostra parte interiore, ma anche nella realtà del
nostro modo di essere e di fare.
Due persone dovrebbero allora amarsi, magari stimolando l’uno miglioramenti
nell’altra e viceversa, ma rispettando la profonda e non mutevole natura
psico-emotiva, propria e del partner.
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