Mamma mia
Buonasera dottore sono una ragazza di 21 anni e ho sempre pensato che l'aiuto esterno di una persona che ti sa ascoltare potrebbe essere utile. Io conduco una vita felice non mi manca nulla ma il rapporto con mia madre è sempre stato conflittuale.
Mia madre dice che abbiamo lo stesso carattere ma io penso che non sia vero perchè lei fondamentalmente non mi conosce davvero.
Ultimamente siamo in lite per le solite motivazioni banali dei litigi tra genitori e figli, eppure mi dice delle cose che, oltre ad innervosirmi, mi feriscono profondamente.
Non le ho mai dato dispiaceri, frequento il terzo anno di università e sono sempre andata bene a scuola nonostante questo non è soddisfatta di me, mi reputa superficiale solo perchè mi vede uscire
ben vestita e truccata e perchè mi piace divertirmi, andare a ballare,come tutti i giovani del resto.
Non fa altro che lamentarsi di me perchè non aiuto in casa o perché non mi impegno abbastanza nello studio (la informo che quando io studio lei non è mai a casa per potermi vedere: fa un lavoro molto stressante che la impegna tutta la giornata e la carica di responsabilità, inoltre il rapporto che ha con mio padre non è dei migliori, insomma non credo che la sua vita sia soddisfacente ne che
lei sia felice).
Ripetute volte ho cercato di parlarle per risolvere i nostri problemi perchè sono una ragazza a cui piace confrontarsi e amo la diplomazia eppure non riusciamo ad avere un rapporto come secondo me dovrebbe esserci tra madre e figlia, un rapporto di complicità, fiducia e amicizia: lei ha sempre fatto solo la "madre"..
Inoltre mi rinfaccia sempre il fatto che non ho mai tempo per lei e quando mi dice questo le rispondo che neanche lei ha e ha mai avuto tempo per me, io sono cresciuta con la baby-sitter a causa del suo lavoro, so che lo ha fatto per me, per consentirmi di vivere una vita
agiata ma ciò non toglie il fatto che lei non c'era.
Questo fatto mi tormenta anche perchè lei non mi parla o lo fa solo per criticarmi, scusi se mi sono dilungata un po' ma volevo illustrarle bene la situazione per consentirle di darmi un consiglio.
Grazie Cordiali saluti
S.L.
Cara S.,
spesso il rapporto genitori-figli non è tutto rose e fiori, come vediamo ad esempio in tanti telefilm; in particolare quando vi è il passaggio dall’adolescenza, alla maturità, fino alla prima età adulta, quando vi sono notevoli distanze cronologiche e soprattutto quando vi sono differenze caratteriali e temperamentali di fondo.
La tua allora, sul rapporto con tua madre tipo “mamma e figlia amiche”, è una rara condizione e, in parte, vista la situazione che descrivi e che sembra rispecchiare quanto detto sopra, anche una idealizzazione, che andrebbe allora gradualmente smussata in favore della concreta realtà.
Probabilmente te e tua madre avete in partenza due modi di vedere e concepire la realtà diverse, in parole povere caratteri differenti; a tale differenza di base, si aggiungono le personali insoddisfazioni e conflittualità di tua mamma, il suo forte stress da lavoro, il disaccordo con tuo padre, ed il paragone che spesso lei fa di se stessa con te.
Spesso vi è infatti nel genitore la tendenza di volere sempre il bene ed il meglio per il proprio figlio, ma anche alcune volte purtroppo quella di proiettare in lui desideri, imposizioni, voleri personali e di spingerlo in strade e scelte non totalmente riuscite in passato ai suoi tempi quando lui era giovane come il figlio ed infine di paragonarsi a lui in modo quasi concorrenziale, forse sulla scia dell’ansia e della paura indotti dal trascorrere delle lancette dell’orologio.
Beh… tutto questo non agevola certo il vostro rapporto, che però può essere mantenuto su livelli positivi sicuramente con il dialogo e poi con la sempre maggiore accettazione l’una dell’altra.
Cerca allora di parlare con lei magari in momenti tranquilli e positivi, accettando al contempo stesso sempre di più le linee ormai definite del carattere, senza dunque rimanerci eccessivamente male per una frase detta sulla base del suo stress, del suo modo di essere e della sua storia personale.
Anche con il passare del tempo e con la tua definitiva uscita di casa il rapporto può fare passi in avanti. Entrambe maturerete con i mesi e con gli anni, sempre nei margini del temperamento, una modalità maggiormente distesa ed empatica di approccio verso i familiari; in tal modo il rapporto con tua madre non potrà che significativamente andare a migliorare.
|
|